Questa newsletter settimanale propone un brano tratto dalle numerosi meditazioni presenti nei quaderni di Don Comelli. Se volete ricevere la newsletter, o volete segnalare le email di altri vostri conoscenti/amici che potrebbero essere interessati a riceverla, scrivete a info@doncomelli.it


Newsletter 23/2020

Domenica 5 luglio
Quando sperimentiamo come Gesù nel Getsemani, la debolezza della carne, ossia della natura umana sottomessa alle infermità fisiche e psichiche, dobbiamo invocare dallo Spirito il dono della fortezza per rimanere fermi e decisi sulla via del bene. Allora potremo ripetere con San Paolo: “Mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole è allora che sono forte”. 2 Cor. 12,10.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXXII)

Newsletter 22/2020

Domenica 28 giugno
Dono della fortezza
“Forse mai come oggi la virtù morale della fortezza ha bisogno di essere sostenuta dall’omonimo dono dello Spirito Santo”. Così Giovanni Paolo II domenica 14 maggio 1989 in piazza San Pietro. E proseguiva:
“Il dono della fortezza è un impulso soprannaturale che dà vigore all’anima non solo nei momenti drammatici come quello del martirio, ma anche nelle abituali condizioni di difficoltà: nella lotta per rimanere coerenti con i propri principi, nella sopportazione di offese e di attacchi ingiusti, nella perseveranza coraggiosa, pure fra incomprensioni e ostilità, sulla strada della verità e dell’onestà.”

(Gli altri doni dello Spirito – XXXXI)

Newsletter 21/2020

Domenica 21 giugno
Oggi la predicazione del mondo è anticristiana. Sei grande, riuscito se sei capace di affermarti… La pietà è debolezza, ti fa scartare, non ti prendono in considerazione, pensano che tu sia un debole – eppure è la vera fortezza! C’è da stare molto attenti… I frutti dello Spirito che corrispondono a questo dono sono quelli della bontà e della benignità.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXX)

Newsletter 20/2020

Domenica 14 giugno
Un’anima che non può piangere almeno con le lacrime del cuore, i propri peccati, è infetta o di empietà o di impurità o dell’una e dell’altra, come succede di solito a coloro che hanno il cuore indurito. È una vera disgrazia quando si ha una maggior stima dei talenti naturali od acquisiti che non della pietà. Scompare così la pietà e subentra la durezza del cuore, per raggiungere, vincere ecc..

(Gli altri doni dello Spirito – XXXIX)

Newsletter 19/2020

Domenica 7 giugno

Il vizio contrario al dono della pietà è la durezza del cuore che nasce dall’amore sregolato di noi stessi, il quale tende naturalmente ad assorbirci nei nostri propri interessi e a lasciarci commuovere solo da ciò che ci riguarda; che ci fa vedere l’offesa di Dio senza compassione; per colpa del quale non ci lasciamo incomodare per fare dei piaceri agli altri, dei quali ci permette di sopportare i difetti; che ci fa conservare nel cuore sentimenti di asprezza, di vendetta, di ritorsione, di odio, di antipatia; che ci provoca contro di essi per futili motivi. Invece, quanto più un’anima è inondata dalla carità e dall’amore di Dio, tanto più è sensibile agli interessi del Signore e a quelli del prossimo.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXVIII)

Newsletter 18/2020

Domenica 31 maggio
Farsi tutto a tutti come San Paolo, come Gesù, importa continua attenzione, prontezza, disponibilità: un morire a se stessi. È un grande dono quello della pietà perché ti facilita nella preghiera, nel servizio, nella bontà… e testimoni l’invisibile.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXVII)

Newsletter 17/2020

Domenica 24 maggio
La pietà è una sorgente da cui scaturiscono addirittura le lacrime in relazione a Dio e alla sua provvidenza. Il dono della pietà solleva verso Dio e suscita prontezza e sollecitudine nel servizio del Signore. È ciò che rende tristi con chi si trova nella tristezza, che fa piangere con coloro che piangono, gioire con coloro che sono nel gaudio e che induce a sopportare tutto, anche i difetti degli imperfetti e farsi tutto a tutti.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXVI)

Newsletter 16/2020

Domenica 17 maggio
Vastissimo è il campo del dono della pietà nella pratica delle virtù cristiane: essa abbraccia non soltanto Dio ma anche tutto ciò che ha qualche rapporto con Lui – Sacra Scrittura, sacramenti,  Papa, comunità, mondo intero in quanto da Lui creato. Il dono della pietà comunica a coloro che lo possiedono un amoroso rispetto per tutto, perché tutto è di Dio; una infinita delicatezza verso tutto! Verso i superiori, i fratelli, i sofferenti, una tenera premura nel soccorrere tutti.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXV)

Newsletter 15/2020

Domenica 10 maggio
Il dono della pietà
La pietà è quella tenera e amorosa disposizione del cuore e ci porta ad onorare e a servire i genitori e il prossimo. Il dono della pietà è una disposizione abituale che lo Spirito Santo mette nell’anima per spingerla ad un affetto filiale verso Dio. La religione e la pietà ci portano ambedue al culto e al servizio di Dio; ma la religione considera Dio come creatore, mentre la pietà lo considera come Padre e in ciò questa ultima è più eccellente della prima.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXII)

Newsletter 14/2020

Domenica 19 aprile
La temerarietà è opposta al dono del consiglio. È eccessiva fiducia in se stessi. È un difetto molto diffuso perché pensiamo di essere superiori o di poter vincere ogni stimolo peccaminoso, rimaniamo puerili, e abbiamo troppa stima di noi stessi. Un altro difetto contrario al dono del consiglio è la lentezza. Dopo che una riflessione matura è stata condotta, è necessario, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo arrivare subito all’esecuzione. Se si differisce, è facile che ci possa sfuggire l’occasione buona!

(Gli altri doni dello Spirito – XXXIII)