Questa newsletter settimanale propone un brano tratto dalle numerosi meditazioni presenti nei quaderni di Don Comelli. Se volete ricevere la newsletter, o volete segnalare le email di altri vostri conoscenti/amici che potrebbero essere interessati a riceverla, scrivete a info@doncomelli.it


Newsletter 38/2021

Domenica 28 novembre
1) Dio libera i poveri: è amore che si esprime!
È una espressione del Salmo 34,7 che riassume l’intera fede di Israele: “Il povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce”. Il bisogno dell’uomo, la sua condizione di ristrettezza senza sbocchi trova presso Dio il dovuto ascolto. Una categoria, quella dell’ascolto biblico, che è più di una condizione attenta, ma intervento risolutorio. Infatti diviene liberazione…! Israele sa da tutta la sua storia che Dio è a fianco di chi soffre. Povertà dell’uomo e potenza liberante di Dio sono un binomio che attraversa tutta l’esperienza religiosa di Israele. Dio amore!

(Dio è carità – III)

Newsletter 37/2021

Domenica 21 novembre

Nel Nuovo Testamento Gesù continua l’opera di liberazione e di solidarietà voluta e messa in opera dal Padre; Egli è il Buon Samaritano dell’umanità che giunge non solo a soccorrere ma anche a dare la propria vita per il riscatto. Ai discepoli poi, Gesù domanda non di ammirare l’opera sua ma di convertirsi a Lui per poter, con il Suo aiuto, continuare la stessa missione.

(Dio è carità – II)

Newsletter 36/2021

Domenica 14 novembre

Iniziamo oggi una nuova meditazione estratta dagli appunti di don Comelli, dal titolo “Dio è carità”
Nella nostra azione, nella nostra testimonianza noi dobbiamo avere lo stile di Dio. Ora, è nella Parola che la Chiesa impara lo stile di Dio e perciò lo stile che dobbiamo avere nei confronti delle miserie, delle malattie e delle necessità degli uomini.
La Parola, che è amore, non è un argomento che Dio ha trattato e che Cristo ha voluto illustrare. La Parola costituisce la ragione e il modo assunto da Dio per entrare nella storia degli uomini con l’Incarnazione e la Pasqua. È amore di Dio, amore che significa e comporta già nell’Antico Testamento la liberazione dei poveri e la volontà di realizzare un mondo solidale secondo il cuore di Dio.
(Dio è carità – I)

Newsletter 35/2021

7 novembre

Tre sono i segni che ci dicono se viviamo la comunità e la stiamo costruendo oppure no. È molto importante chiedercelo per non camminare a vuoto, per non trovarci con un niente:
a) unità che si esprime sensibilmente, che si vede
b) legame docile e continuo con l’Autorità
c) la preghiera incessante

(E’ la Chiesa che salva – XV – fine)

Newsletter 34/2021

31 ottobre

La salvezza, per noi e tutti gli ambienti… sarà possibile nella misura in cui lo renderemo presente attraverso la comunità cristiana. Non vedremo, forse, i frutti: ma sappiamo che è meglio far poco con la comunità che molto allontanandosi dalla comunità. Vivere la comunità dobbiamo; ogni giorno, costruire la comunità.
Dobbiamo, ogni giorno, lavare la faccia, perché risplenda… ogni giorno faticare, lottare…
Se è la potenza di Dio che salva e salva attraverso la comunità, dobbiamo fare ogni sforzo per costruirla, renderla presente.

(E’ la Chiesa che salva – XIV)

Newsletter 33/2021

24 ottobre

Allora il nostro problema è vivere la comunità cristiana che significa disponibilità, servizio; nasce la responsabilità… la missionarietà.
La Chiesa, infatti, è una realtà di comunione e di missione: se sarà tale Dio l’autenticherà con il suo divino Spirito.

(E’ la Chiesa che salva – XIII)

Newsletter 32/2021

17 ottobre

Essere Chiesa oggi significa essere la precisa manifestazione storica di Cristo, una perfetta traduzione esterna di Cristo (per G.S.: oggi nel mondo studentesco).
Allora, in definitiva, oggi si incontra Cristo nella comunità cristiana. Sperimento Cristo nella comunità cristiana. (se gli atei non si convertono o molti non incontrano Cristo, la causa è spesso nella mancanza di comunità vere, rivelatrici di Cristo).

(E’ la Chiesa che salva – XII)

Newsletter 31/2021

10 ottobre

E attenzione: non solo la Chiesa è il corpo di Cristo, ma contiene e porta realmente Cristo, la salvezza.
E’ una responsabilità enorme per noi! Quindi siamo corpo di Cristo! Comprendiamo allora Paolo: la comunità di Corinto deve essere “vergine pura da presentare a Cristo”. Giovanni XXIII: “la bellezza del volto della Chiesa deve riflettere la bellezza del suo Signore, il Cristo”. Sarà tale solo se davvero sarà la fisionomia esterna dei lineamenti interiori, i più fedeli possibili a Lui.

(E’ la Chiesa che salva – XI)

Newsletter 30/2021

3 ottobre

La Chiesa è il corpo di Cristo, il prolungamento della sua umanità; è il Cristo in forma umana, visibile, palpabile. Non è quindi un freddo cartello stradale che ci indica dove c’è la salvezza: è un volto vivo in cui palpita, all’interno, il cuore di Cristo che vuole tutti salvi, tutti amati… (se la nostra comunità fosse così.. che brutta copia del Cristo siamo frequentemente..)

(E’ la Chiesa che salva – X)

Newsletter 29/2021

26 settembre

Come in un incontro tra amici il nostro volto esprime all’esterno ciò che c’è all’interno: gioia, dolore, preoccupazione ecc. così la vita di Cristo: esprimeva la vitalità, la presenza di Dio! Così oggi: Gesù vuol continuare ad essere presente, sperimentabile, a comunicare con gli uomini: è la sua missione.
Allora prende ancora corpo per esprimersi esternamente. Questo corpo sono le persone che a Lui aderiscono, formando Comunità, Chiesa, in cui Lui è presente con il suo Spirito. La comunità totale dei credenti è il nuovo corpo di Cristo.
Ogni persona è formata da un’anima e un corpo. Nella Chiesa il corpo siamo noi e l’anima è lo Spirito: ecco il corpo totale, la persona di Cristo che è ancora presente.

(E’ la Chiesa che salva – IX)