Questa newsletter settimanale propone un brano tratto dalle numerosi meditazioni presenti nei quaderni di Don Comelli. Se volete ricevere la newsletter, o volete segnalare le email di altri vostri conoscenti/amici che potrebbero essere interessati a riceverla, scrivete a info@doncomelli.it


Newsletter 30/2017

Domenica 15 ottobre
1 Giov. 1,8-10: “Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi”. Questa umile confessione è un dovere per tutti noi.
(La conversione – V)

Newsletter 29/2017

Domenica 8 ottobre
Durante il periodo dello stalinismo un parroco polacco stimato, per conservare il posto e l’amore di una donna, divenne delatore. Infatti il giovane sacerdote aveva una relazione e la polizia segreta ne era a conoscenza. Tempo dopo chiese perdono durante la Messa domenicale con una confessione pubblica. Chiese di andarsene… la popolazione lo fermò. Presentò a tutti la sua indegnità, con una vera conversione: sono il peccato… devo togliermi questa maschera di onorabilità.
La Chiesa santa ci fa dire ogni giorno: “perdona a noi i nostri debiti”.
(La conversione – IV)

Newsletter 28/2017

Domenica 1 ottobre
All’inizio della Messa diciamo tre volte: “per mia colpa…”. Allora coscienti di questa realtà potranno darsi la mano tutti coloro che si sentono tali, e tentare una profonda conversione. Non si può iniziare la meditazione sulla conversione se non siamo coscienti del nostro essere peccatori bisognosi, sempre, di una continua conversione.
(La conversione – III)

Newsletter 27/2017

Domenica 24 settembre
Oggi è il quattordicesimo anniversario della morte di don Tarcisio Comelli.
In sua memoria, questa sera alle ore 21.15 presso la Cattedrale di Vigevano verrà eseguito il Requiem di Mozart.

[La prima conversione sta] nel vederci per quello che siamo, secondo gli occhi di Dio; nel superare, quindi, ogni doppia personalità che ci siamo fatti (dobbiamo faticare parecchio per tenerla a galla), nel non accettare il sogno, l’evasione folle, il rincantucciarci in un angolo o piega del nostro animo dove nessuno potrà entrare e lì rifugiarci giudicando tutti.
Non siamo migliori degli altri… non abbiamo maggiori meriti, ma più responsabilità.
(La conversione – II)

Newsletter 26/2017

Domenica 17 settembre
Inizia oggi una nuova meditazione, dal titolo “La conversione”.
Siamo veri, autentici solo quando abbiamo coscienza del nostro essere “peccatori”, del nostro “non farcela da soli” nonostante tutti i nostri sforzi; siamo veri nella misura in cui abbiamo detto almeno una volta nella nostra vita: “allontanati da me, Signore, perché sono un povero peccatore”.
Riconoscerci per quello che siamo apre le porte alla salvezza e, quindi, alla liberazione-conversione.
Questa è la prima conversione, a mio avviso, necessaria per essere veri.
(La conversione – I)


Ricordiamo che questa settimana si terrà il XIII Meeting della Comunità di S. Maria del Popolo, tutte le iniziative si possono trovare a questo link.
Segnaliamo in particolare l’esecuzione del Requiem di Mozart domenica 24 settembre alle ore 21.15 nella Cattedrale di Vigevano, in commemorazione di don Comelli nel quattordicesimo anniversario della sua morte.

Newsletter 25/2017

Domenica 16 luglio
Termina oggi la riflessione sulla carità, e si interrompe la pubblicazione periodica della newsletter per la pausa estiva: torneremo a settembre con una nuova meditazione.
Quinto ambito di testimonianza della carità: l’impegno politico.
Il buon andamento della vita sociale dipende molto dalla vivacità, dall’efficienza, della correttezza dell’impegno politico. Il realismo tenace con cui la carità cerca il bene di ogni uomo, la impegna anche e soprattutto nel campo delle scelte politiche.
Qualche indicazione:
a) La situazione politica attuale e la volontà di espandersi in luoghi ove l’iniziativa dei cittadini dovrebbe essere diritto! Scuola, assistenza, quartiere.
b) Distinzione e collaborazione tra Stato e Chiesa in tutto ciò che si può realizzare, programmare a servizio dell’uomo!
c) Un dovere grave della carità cristiana in campo politico è la denuncia dei sistemi generali e delle singole leggi che violano la libertà e la dignità dell’uomo.
d) Tutto ciò che abbiamo fin qui detto va ripreso in chiave politica per chi siede nel quartiere, nel palazzo municipale ecc. è l’aspetto propositivo della carità nell’ordinamento pubblico. Le comunità dovranno avere fantasia, genialità e orientare, scoprire, realizzare quanto di meglio si può fare e così sostenere coloro che sono al “potere”.
E’ necessario formare una coscienza politica.
Il comando di Gesù è chiaro: “Va’ e fa anche tu lo stesso”. Ora questo fare è da interpretarsi nella situazione di oggi e va vissuto nell’oggi come una grande testimonianza di carità.
(Fede e carità – XXVIII – Fine)

Newsletter 24/2017

Domenica 9 luglio
Quarto ambito di testimonianza della carità: discernimento spirituale e pastorale.
Si tratta di avere, sui valori morali, una visione cristiana sull’uomo e sul suo operato. La visione cristiana è il disegno di Dio nell’umanità: è necessario acquistare come una chiaroveggenza nell’interpretare e giudicare quanto succede nel mondo.
Di fronte a una scelta economica o politica, a un costume sociale, a certi orientamenti il cristiano sa che deve orientare tutto verso la civiltà dell’amore, della giustizia, della fraternità. Il discernimento è un’azione della carità molto importante. Soprattutto oggi è un’azione di primaria importanza data la confusione presente nella società.
(Fede e carità – XXVII)

Newsletter 23/2017

Domenica 2 luglio
Terzo ambito di testimonianza della carità: la animazione sociale.
L’animazione sociale comporta tutti quegli interventi che tendono a creare una umana sensibilità nella società, un’attenzione più vera ai bisogni delle persone, un insieme di programmi economici, di iniziative assistenziale e di attività culturali che favoriscano l’accoglienza, l’inserimento sociale. E’ l’appello ai valori morali fatto precedentemente. Coloro che vivono di questi valori quando si incontreranno sanno scoprire nuove vie, nuove strutture, scegliere ciò che c’è di buono per la libertà e dignità di ciascuno. Tre segni concreti:
a) la vita economica: legata alla legge del profitto e della lotta di classe. Una maggiore attenzione farebbe emergere nuove vie più umane per risolvere i problemi che tentano invano di risolvere.
b) Le persone portatrici di handicap. Quanto si può fare perché si sentano socializzate e valorizzate nella società!
c) La terza età: impediti, emarginati, tenuti in nessun conto.
(Fede e carità – XXVI)

Newsletter 22/2017

Domenica 25 giugno
Secondo ambito di testimonianza della carità: la prossimità personale verso gli ultimi.
b) E’ necessaria una grande attenzione per gli ultimi. Sono i più bisognosi, i più trascurati, al limite della resistenza: occorre intervenire con urgenza, con assoluta priorità.
Gli ultimi non riescono a farsi sentire, ad attirare l’attenzione. Gli ultimi vanno preferiti: sono coloro che Gesù ha amato. Far sentire loro che l’amore di Dio non li ha abbandonati. E’ necessario allora esaminarci e rinnovarci su questi punti:
- dare voce a chi non ha voce, scoprendo le forme sempre nuove di povertà che stentano a farsi notare…
- attrezzare la nostra comunità di strumenti e mezzi di pronto intervento per i casi difficili che non possono essere affrontati dai normali mezzi dell’assistenza sociale
- creare raccordi con l’assistenza pubblica onde facilitare gli aiuti
La vicinanza agli ultimi deve essere rinnovata in una prospettiva di fede: diversamente, dopo il primo entusiasmo, tutto può crollare! La carità si fonda nella fede!
(Fede e carità – XXV)

Newsletter 21/2017

Domenica 18 giugno
Secondo ambito di testimonianza della carità: la prossimità personale verso gli ultimi.
E’ un aspetto irrinunciabile della carità. Nella parabola del Samaritano è un momento fondamentale.
a) riscoprire il valore dell’elemosina, cioè dell’intervento immediato che non pretende di risolvere tutto ma fa quello che è possibile al momento. Poi si andrà a monte del problema ma intanto la persona va aiutata…! L’accoglienza è il primo modo di essere della carità. Poi le grandi risoluzioni politiche. E’ tutto ciò diviene fortemente educativo per ciascuno di noi. Attenzione agli alibi.. è inutile… vada all’assistenza pubblica! E’ il modo di entrare in relazione con il dolore, portare serenità, coraggio; è un modo di esprimere la fede e amare il fratello.
(Fede e carità – XXIV)