Questa newsletter settimanale propone un brano tratto dalle numerosi meditazioni presenti nei quaderni di Don Comelli. Se volete ricevere la newsletter, o volete segnalare le email di altri vostri conoscenti/amici che potrebbero essere interessati a riceverla, scrivete a info@doncomelli.it


Newsletter 5/2023

Domenica 5 febbraio
La vita di Cristo dunque si è spesa tutta in una donazione di amore, specialmente per i più poveri in tutti i sensi e si è consumata nell’offerta del Calvario. Se Gesù ha voluto perpetuare per noi, attraverso l’istituzione sacramentale, il gesto che sintetizza e totalizza la sua esistenza tutta vissuta per gli altri, non è soltanto perché avessimo sotto gli occhi il suo esempio, ma perché potessimo attingere da quella fonte inesauribile la capacità di fare altrettanto: “fate questo in memoria di me” Lc. 22,19. È così che l’Eucarestia costruisce la Chiesa, cioè una comunione di amore. Unità del Corpo Mistico di Cristo che si evidenzia come evento!
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – V)

Newsletter 4/2023

Domenica 29 gennaio
“Universa nostra caritas est eucharistica” perché nella Eucarestia si trova il principio sia generativo che oblativo della carità fraterna, tanto che non si può ledere questa senza offendere anche l’Eucarestia di cui partecipiamo se ne siamo ben consapevoli. Il nesso dunque tra Eucarestia e carità non è qualcosa di accidentale o periferico, fatto magari di forzati ragionamenti ma si richiamano a vicenda, sono indissolubili e strettamente consequenziali.
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – IV)

Newsletter 3/2023

Domenica 22 gennaio
Non fa meraviglia leggere più avanti nello ”Ecclesia de Eucharestia”, 33 queste precise e forti parole: “Non è possibile che si formi una comunità cristiana se non avendo come radice e come cardine la celebrazione della sacra Eucarestia, dalla quale deve quindi prendere le mosse qualsiasi educazione tendente a formare lo spirito di comunità. La celebrazione eucaristica, a sua volta, per essere piena e sincera deve spingere sia alle diverse opere di carità e al reciproco aiuto, sia all’azione missionaria e alle varie forme di testimonianza cristiana”. La conclusione è che la charitas pastoralis ha la sua primaria sorgente nel sacrificio eucaristico, per tutti!
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – III)

Newsletter 2/2023

Domenica 15 gennaio
Il Concilio Vaticano II dichiara che la liturgia ha al suo centro la celebrazione dell’Eucarestia nella quale è “racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa” (Presbyterorum Ordinis P.O.5) e ancora dichiara che “la liturgia è il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, insieme, fonte da cui proviene tutta la sua virtù” (Sacrosanctum concilium 10). Il centro della congregazione, cioè del convivere di tutti i fedeli è l’Eucarestia e il presbitero è chiamato a educare i fedeli perché nell’offrire la vittima divina all’altare, entrino nella stessa legge della totale donazione per amore (P.O.5) altrimenti è un’offerta rituale … (che non coinvolge se stessi e la vita) e non autentica, trovandosi in antitesi con l’offerta di Cristo.
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – II)

Newsletter 1/2023

Domenica 8 gennaio
Iniziamo oggi una nuova meditazione estratta dagli appunti di don Comelli, dal titolo “L’Eucarestia: fonte primaria della Carità”
In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” 1 Giov. 3,16-18. Il gesto con cui Gesù offre la sua vita, dona tutto se stesso al Padre per amore dei fratelli, non è soltanto un fatto o un ricordo del passato, è stato sacramentalizzato da Lui stesso e lo ritroviamo sempre presente al centro della liturgia, nella celebrazione eucaristica.
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – I)

Newsletter 42/2022

Domenica 18 dicembre

Nella settimana del S. Natale, proponiamo un brano di una omelia della notte di Natale. Riprenderemo la pubblicazione settimanale della newsletter domenica 8 gennaio.

Se è serio quanto stiamo facendo qui, in questa notte, se veramente accogliamo Dio nelle nostre esistenze, deve allora verificarsi il passaggio ad una vita nuova, generosa. Dobbiamo testimoniare non tanto la nostalgia del Natale, ma la pienezza della gioia, dell’incontro.

Dobbiamo testimoniare una risposta a Dio che si incarna in una proposta d’amore ovunque siamo. E allora sarà ancora Natale per il mondo.


Auguri di un Santo Natale!

Newsletter 41/2022

Domenica 11 dicembre
Conclusione
Soprattutto attraverso il Vangelo di Luca la conversione è apparsa come condizione per accogliere il Regno; la conversione appare come atteggiamento particolare verso la ricchezza che vuole prendere il primo posto nel cuore dell’uomo, che rende incapaci di preoccuparsi veramente e seriamente dei propri fratelli portandoci alla condanna eterna.
La vera conversione implica la disponibilità all’amore generoso che porta a mettere a disposizione dei fratelli poveri i nostri beni, affinché siano alleviate le loro pene. È la linea che ha tracciato Gesù; prendendo questa decisione si diventa candidati alla salvezza. Condividere nel presente per condividere l’eternità!
(Dio è carità – XLVI)

Newsletter 40/2022

Domenica 4 dicembre
La conversione di Zaccheo comprende due aspetti: la restituzione del quadruplo dei beni e la donazione della metà dei suoi averi ai poveri!  È un mutamento radicale nei confronti della ricchezza, i poveri vengono prima e si instaura un criterio di condivisione. È qui che nasce il discepolo!
Gesù può dire: “la salvezza è entrata in questa casa”. È un nuovo atteggiamento che dimostra la verità di una profonda conversione.
(Dio è carità – XLV)

Newsletter 39/2022

Domenica 27 novembre
Alla fine del viaggio verso Gerusalemme, ricco di insegnamenti per i discepoli, Luca colloca ancora il ritratto di un discepolo che si converte proprio in rapporto all’atteggiamento verso la ricchezza e verso i poveri: è Zaccheo 19,1-10.  Poco prima descrive il giovane ricco che se ne va “era infatti molto ricco”. Zaccheo è pure lui molto ricco, è capo dei raccoglitori di tasse (pubblicano). Si incuriosisce … Gesù lo vede e si autoinvita, mormorazioni dei farisei …; ma in Zaccheo si realizza la salvezza che si evidenzia nel suo atteggiamento verso la ricchezza, è conversione.

Lc  19,1-10

Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
(Dio è carità – XLIV)

Newsletter 38/2022

Domenica 20 novembre
Nella vita dei primi discepoli la carità era l’elemento riconosciuto come caratterizzante il discepolo del Risorto, Mt. 25,31-46 è il giudizio finale nella carità.  Viene descritto l’atteggiamento della carità in forma molto chiara: dare da mangiare, da bere, un tetto, un vestito a chi ne è sprovvisto, assistere e curare chi è nella malattia e nella vecchiaia, assistere anche chi è caduto nella miseria morale, sociale, economica.
Il giudizio viene fatto in ogni momento della nostra vita … e il criterio discriminante sarà quello di aver condiviso le nostre ricchezze oppure no. È su questo punto che tutti noi giochiamo la nostra salvezza!

Mt. 25,31-46
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato». Anch’essi allora risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?». Allora egli risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me». E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

(Dio è carità – XLIII)