Questa newsletter settimanale propone un brano tratto dalle numerosi meditazioni presenti nei quaderni di Don Comelli. Se volete ricevere la newsletter, o volete segnalare le email di altri vostri conoscenti/amici che potrebbero essere interessati a riceverla, scrivete a info@doncomelli.it


Newsletter 26/2020

Domenica 26 luglio
Il dono della fortezza dona a coloro che l’accolgono e la vivono, una straordinaria forza: Davide, Sansone, tantissimi martiri giovani, e santi anche di questi ultimi tempi. Fu per questo spirito di fortezza che Maria SS. affrontò l’angoscia del silenzio di fronte a Giuseppe… e poi la vita con Gesù… Fu per questo dono che Gesù, nell’orto del Getsemani superò lo spavento della sua passione e della morte. Era per questo dono che i santi non temevano pericolo alcuno quando si trattava di eseguire i disegni di Dio e di procurare la sua gloria.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXXV)

Newsletter 25/2020

Domenica 19 luglio
La fortezza è un dono assolutamente necessario in certe occasioni in cui dobbiamo lottare contro tentazioni violente per resistere alle quali dobbiamo deciderci a perdere i beni, gli onori, la faccia… e anche la vita. “Resistere fino al sangue…”. È allora che lo Spirito Santo assiste potentemente con il dono del consiglio e della fortezza una persona che lotta, che diffidando di se stessa e convinta della propria debolezza e incapacità… implora il suo soccorso e mette nello Spirito ogni sua fiducia. In questa circostanza non bastano le grazie comuni, ma occorrono suggerimenti e soccorsi straordinari, ecco perché la Scrittura unisce insieme il dono del consiglio e quello della fortezza, l’uno per illuminare la mente, l’altro per rischiarare il cuore e fortificarlo.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXXIV)

Newsletter 24/2020

Domenica 12 luglio
La fortezza è una virtù che ci infonde vigore di fronte alla paura e allo sgomento dei pericoli, delle difficoltà, delle fatiche che si possono incontrare nell’eseguire le nostre imprese, impegni. Ora, il dono della fortezza raggiunge tutti questi eccellenti effetti, poiché esso è una disposizione abituale che lo Spirito Santo mette nell’anima e nel corpo per affrontare e sopportare eventi straordinari, intraprendere azioni più difficili, per esporsi ai pericoli più terribili, per superare le fatiche più rudi, per sopportare le pene che più affliggono; e tutto ciò con costanza e in maniera eroica.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXXIII)

Newsletter 23/2020

Domenica 5 luglio
Quando sperimentiamo come Gesù nel Getsemani, la debolezza della carne, ossia della natura umana sottomessa alle infermità fisiche e psichiche, dobbiamo invocare dallo Spirito il dono della fortezza per rimanere fermi e decisi sulla via del bene. Allora potremo ripetere con San Paolo: “Mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole è allora che sono forte”. 2 Cor. 12,10.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXXII)

Newsletter 22/2020

Domenica 28 giugno
Dono della fortezza
“Forse mai come oggi la virtù morale della fortezza ha bisogno di essere sostenuta dall’omonimo dono dello Spirito Santo”. Così Giovanni Paolo II domenica 14 maggio 1989 in piazza San Pietro. E proseguiva:
“Il dono della fortezza è un impulso soprannaturale che dà vigore all’anima non solo nei momenti drammatici come quello del martirio, ma anche nelle abituali condizioni di difficoltà: nella lotta per rimanere coerenti con i propri principi, nella sopportazione di offese e di attacchi ingiusti, nella perseveranza coraggiosa, pure fra incomprensioni e ostilità, sulla strada della verità e dell’onestà.”

(Gli altri doni dello Spirito – XXXXI)

Newsletter 21/2020

Domenica 21 giugno
Oggi la predicazione del mondo è anticristiana. Sei grande, riuscito se sei capace di affermarti… La pietà è debolezza, ti fa scartare, non ti prendono in considerazione, pensano che tu sia un debole – eppure è la vera fortezza! C’è da stare molto attenti… I frutti dello Spirito che corrispondono a questo dono sono quelli della bontà e della benignità.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXX)

Newsletter 20/2020

Domenica 14 giugno
Un’anima che non può piangere almeno con le lacrime del cuore, i propri peccati, è infetta o di empietà o di impurità o dell’una e dell’altra, come succede di solito a coloro che hanno il cuore indurito. È una vera disgrazia quando si ha una maggior stima dei talenti naturali od acquisiti che non della pietà. Scompare così la pietà e subentra la durezza del cuore, per raggiungere, vincere ecc..

(Gli altri doni dello Spirito – XXXIX)

Newsletter 19/2020

Domenica 7 giugno

Il vizio contrario al dono della pietà è la durezza del cuore che nasce dall’amore sregolato di noi stessi, il quale tende naturalmente ad assorbirci nei nostri propri interessi e a lasciarci commuovere solo da ciò che ci riguarda; che ci fa vedere l’offesa di Dio senza compassione; per colpa del quale non ci lasciamo incomodare per fare dei piaceri agli altri, dei quali ci permette di sopportare i difetti; che ci fa conservare nel cuore sentimenti di asprezza, di vendetta, di ritorsione, di odio, di antipatia; che ci provoca contro di essi per futili motivi. Invece, quanto più un’anima è inondata dalla carità e dall’amore di Dio, tanto più è sensibile agli interessi del Signore e a quelli del prossimo.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXVIII)

Newsletter 18/2020

Domenica 31 maggio
Farsi tutto a tutti come San Paolo, come Gesù, importa continua attenzione, prontezza, disponibilità: un morire a se stessi. È un grande dono quello della pietà perché ti facilita nella preghiera, nel servizio, nella bontà… e testimoni l’invisibile.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXVII)

Newsletter 17/2020

Domenica 24 maggio
La pietà è una sorgente da cui scaturiscono addirittura le lacrime in relazione a Dio e alla sua provvidenza. Il dono della pietà solleva verso Dio e suscita prontezza e sollecitudine nel servizio del Signore. È ciò che rende tristi con chi si trova nella tristezza, che fa piangere con coloro che piangono, gioire con coloro che sono nel gaudio e che induce a sopportare tutto, anche i difetti degli imperfetti e farsi tutto a tutti.

(Gli altri doni dello Spirito – XXXVI)