Domenica 29 gennaio
La carità ci spinge ad affrontare i concreti problemi della vita del mondo. Il desiderio di concretezza e di dialogo nell’esercizio della carità deve indurci a rileggere il cap. 25 di Matteo.
Unico criterio nel giudizio finale sarà l’esercizio concreto della carità attuato. Spesso i credenti si riempiono la bocca di parole ma non fanno la volontà del Padre, mentre è possibile trovare realismo, concretezza, impegno fraterno anche in altri che non credono. Riveliamo il volto paterno di Dio con le opere della carità fraterna. La fede in Gesù ci dia la forza di stare a fianco a ogni povertà, sofferenza, ingiustizia, con la volontà di cambiare le cose. Fondiamo nell’amore di Dio la netta dedizione al prossimo. Il mondo come potrà credere in un Dio che non vede? Nel sentirsi amato, aiutato dalla comunità che diviene la presenza reale dell’amore di Dio!
(Fede e carità – VIII)