Questa newsletter settimanale propone un brano tratto dalle numerosi meditazioni presenti nei quaderni di Don Comelli. Se volete ricevere la newsletter, o volete segnalare le email di altri vostri conoscenti/amici che potrebbero essere interessati a riceverla, scrivete a info@doncomelli.it


21/2023

Domenica 4 giugno
2) Presenza reale.
Questa correlazione tra carità e culto raggiunge il suo culmine nel N.T. quando Gesù fa suo l’insegnamento profetico di Osea 6,6 = Dio gradisce più la bontà del sacrificio. Così per noi cristiani è assurdo voler trovare Cristo reale sotto le specie.. e non nei fratelli poveri. È rivolta a Lui ogni opera di carità o a Lui rifiutata! S. Giovanni Crisostomo: è inutile onorare con sforzo la Chiesa se si lascia fuori dalla porta a morire di fame e di freddo il povero! “Colui che ha detto: questo è il mio corpo …, è lo stesso che ha detto: avevo fame … e mi avete … o non mi avete …”.
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – XX)

20/2023

Domenica 28 maggio
Tre osservazioni prendiamo in considerazione.
1) Frequenti scambi di linguaggio.
E’ stato osservato tante volte dagli esegeti come il linguaggio della carità e quello del culto siano accostati spessissimo tanto da essere usati indifferentemente l’uno o l’altro = carità, ostia, offerta, sacrificio.
I doni inviati a S. Paolo dai Filippesi sono “un profumo di soave odore, un sacrificio accetto e gradito a Dio”, Fil. 4,18. Così in Eb. 13,16: la condivisione dei beni diventa un sacrificio gradito a Dio. Nella Didascalia Apostolorum: se arriva un povero e non c’è più posto … il Vescovo vada a sedersi per terra ma lasci il posto al povero che rappresenta Cristo! Prassi disattesa purtroppo, con i banchi riservati … i  matronei per i nobili ecc…
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – XIX)

19/2023

Domenica 21 maggio
Da quanto esposto finora, risulterà chiaro che anche il campo più specifico dell’amore e del servizio verso i poveri, non poteva essere sentito come qualcosa di marginale in rapporto a ciò che veniva celebrato specialmente nel contesto dell’assemblea domenicale, ma bastava essere compresi di ciò che si faceva per tirare tutte le conseguenze nella vita pratica. Se si studia attentamente la ricchezza e la profondità del N.T. (influenzato e orientato dal A.T.) sul senso strettissimo che corre tra la celebrazione liturgica e la sensibilità verso i bisogni dei poveri, si resta stupiti che in certe epoche della Chiesa (anche oggi) i due ambiti siano estranei, oppure si incontrano occasionalmente solo in certe circostanze.
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – XVIII)

18/2023

Domenica 14 maggio
I Padri sottolineano l’unità che si crea con l’Eucarestia: “come questo pane … sui monti, così il vino … nell’Eucarestia veniamo a formare un solo corpo con Cristo e tra noi”. Così nel concilio Vaticano II P.O. n.31 nessuno manchi mai alla riunione domenicale. Agli assenti, se malati, veniva inviata l’Eucarestia perché nessuno doveva essere escluso dall’unità. Da qualunque parte si guardi l’Eucarestia, appare sempre e ovunque come il vero centro e principio attivo di comunione fraterna.
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – XVII)

17/2023

Domenica 7 maggio
Riunirsi insieme per pregare insieme, professare la stessa fede, cantare insieme, mostrare negli stessi gesti la profonda comunione esistente fino al culminare con il gesto ardito del bacio della pace e di riconciliazione fraterna che prelude immediatamente alla comunione con Cristo centro e fonte di unità per tutti. L’amen che si dice alla comunione è la sottoscrizione al ricevere il corpo di Cristo e alla comunione con tutti i fratelli …!
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – XVI)

16/2023

Domenica 30 aprile
La riunione domenicale era sentita non come un adempimento giuridico per “assistere alla messa e soddisfare il precetto”, ma come un essere Chiesa e voler essere e fare Chiesa con i fratelli: una piccola convocazione della grande convocazione che è la Chiesa tutta. Non si va al Cristo saltando la comunità ma facendo comunità con i fratelli.
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – XV)

15/2023

Domenica 23 aprile
Se dal mistero più profondo che lega in radice l’Eucarestia alla carità cristiana in tutte le sue forme, passiamo alla celebrazione concreta della comunità o alle opere di amore, vi troviamo la stessa correlazione e continuità. La comunione fraterna, oltre che essere frutto della grazia sacramentale specifica, è condizione previa e indispensabile già per accostarsi all’altare secondo il comando esplicito del Signore. Il punto di partenza è il “convenire in unum”. Il riunirsi insieme per costituire l’assemblea liturgica non è solo un fatto materiale o estrinseco ma implica fin dal principio un’accoglienza, ospitalità reciproca.
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – XIV)

14/2023

Domenica 16 aprile
La grande novità che Gesù colloca al centro della religione cristiana e di tutta la storia della salvezza sta nel fatto che Egli ha operato la redenzione del mondo con un gesto di autodonazione nell’amore più gratuito. Cristo rivela nella maniera più sublime che Dio è amore e il mondo si salva solo nell’amore.
Tutti siamo invitati a fare della nostra vita un’ostia spirituale a Dio e una donazione nella carità perché questa non è altro che una partecipazione alla carità di Cristo. Per questo S. Agostino poteva dire che “la Chiesa ogni giorno impara a offrire se stessa offrendo Lui”. S. Cipriano: “il sacrificio più grande offerto a Dio è la nostra concordia fraterna … è la giustizia con i fratelli”. Appare dunque evidente che è l’Eucarestia a costruire la Chiesa, in quanto comunione di amore sia ad intra che ad extra verso tutti i bisogni dell’umanità. La carità nostra è quella di Cristo, cioè quella della croce e dell’eucarestia.
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – XIII)

Newsletter 13/2023

Domenica 2 aprile
Entrando nella Settimana Santa, interrompiamo la pubblicazione della meditazione sull’Eucarestia per proporre una riflessione sulla Passione di Cristo.
Auguri per una Santa Pasqua!

La via perfetta e decisiva per conoscere la misericordia del Padre è la sconcertante e drammatica via Pasquale. È la via, da Gesù scelta e accettata, del dolore e della morte. È Dio stesso che diviene il mendicante di misericordia: “L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate con me“… “non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me?” (Mt 26, 38-40).
Viene schiaffeggiato, oltraggiato, e non riceve misericordia colui che è la misericordia.
Poi la croce: è in un certo senso l’ultima parola del suo messaggio e della sua missione messianica.
La croce è il più profondo donarsi di Dio nell’uomo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito perché chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la vita eterna” Gv. 3,16.

Newsletter 12/2023

Domenica 26 marzo
In 1 Cor. 11,24 si dice:” fate questo in memoria di me”; ma è chiaro che non si può fare vera memoria di quel che Gesù ha fatto se non si entra negli stessi sentimenti, nelle stesse disposizioni interiori del Redentore in quel momento. Il nostro rischio sono parole che rimangono tali, esteriorità senza vivere il senso!
(L’Eucarestia: fonte primaria della Carità – XII)