Questa newsletter settimanale propone un brano tratto dalle numerosi meditazioni presenti nei quaderni di Don Comelli. Se volete ricevere la newsletter, o volete segnalare le email di altri vostri conoscenti/amici che potrebbero essere interessati a riceverla, scrivete a info@doncomelli.it


Newsletter 40/2021

Domenica 12 dicembre

b) L’azione di Dio non mortifica, anzi esige e corrobora l’azione dell’uomo.
L’ascolto da parte di Dio diviene, per sua natura, azione efficace. Produce ciò per cui si grida. L’ascolto che diviene azione efficace, da parte di Dio, si trasforma in un suo personale coinvolgimento che il testo Esodale esprime in termini di discesa di Dio verso gli schiavi allo scopo di liberarli. Il Dio dell’Esodo appare come un Dio che ha cuore, sensibile, che si prende cura, che ama insomma. Ma Dio si serve di un collaboratore, Mosè. È allora che appare Dio, nel suo intervento a favore dell’uomo non annulla il protagonismo di questi, anzi lo esige e lo corrobora; ne fa addirittura la condizione indispensabile!

(Dio è carità – V)

Newsletter 39/2021

Domenica 5 dicembre
a) Azione di Dio nell’Esodo.
Il testo biblico parla spesso della situazione di Israele in Egitto in termini di povertà. Si parla di miseria e di umiliazione. Tutto ciò viene creato dai lavori forzati in cui il popolo è sottoposto ad angherie di vario genere. È un popolo ridotto ad essere schiavo. A questo punto il racconto biblico pone l’iniziativa di Dio a favore degli oppressi, iniziativa che viene presa proprio dall’ascolto del grido degli schiavi, Es. 3,7 e 6,5; Deut. 26,7 .
Significa che la voce del povero e dell’oppresso trova udienza presso Dio. È la prima rivelazione della identità di Dio … è bellissimo!  Vuol dire che il grido del povero penetra i suoi cieli e si pone davanti a Lui con l’urgenza del bisogno. Lo esprime il passo dell’Es. 2,23!

Es. 3,7 “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze”
Es 6,5 “Io stesso ho udito il lamento degli Israeliti, che gli Egiziani resero loro schiavi, e mi sono ricordato della mia alleanza”
Deut. 26,7 “Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione”
Es. 2,23 “Gli Israeliti gemettero per la loro schiavitù, alzarono grida di lamento e il loro grido dalla schiavitù salì a Dio”!

(Dio è carità – IV)

Newsletter 38/2021

Domenica 28 novembre
1) Dio libera i poveri: è amore che si esprime!
È una espressione del Salmo 34,7 che riassume l’intera fede di Israele: “Il povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce”. Il bisogno dell’uomo, la sua condizione di ristrettezza senza sbocchi trova presso Dio il dovuto ascolto. Una categoria, quella dell’ascolto biblico, che è più di una condizione attenta, ma intervento risolutorio. Infatti diviene liberazione…! Israele sa da tutta la sua storia che Dio è a fianco di chi soffre. Povertà dell’uomo e potenza liberante di Dio sono un binomio che attraversa tutta l’esperienza religiosa di Israele. Dio amore!

(Dio è carità – III)

Newsletter 37/2021

Domenica 21 novembre

Nel Nuovo Testamento Gesù continua l’opera di liberazione e di solidarietà voluta e messa in opera dal Padre; Egli è il Buon Samaritano dell’umanità che giunge non solo a soccorrere ma anche a dare la propria vita per il riscatto. Ai discepoli poi, Gesù domanda non di ammirare l’opera sua ma di convertirsi a Lui per poter, con il Suo aiuto, continuare la stessa missione.

(Dio è carità – II)

Newsletter 36/2021

Domenica 14 novembre

Iniziamo oggi una nuova meditazione estratta dagli appunti di don Comelli, dal titolo “Dio è carità”
Nella nostra azione, nella nostra testimonianza noi dobbiamo avere lo stile di Dio. Ora, è nella Parola che la Chiesa impara lo stile di Dio e perciò lo stile che dobbiamo avere nei confronti delle miserie, delle malattie e delle necessità degli uomini.
La Parola, che è amore, non è un argomento che Dio ha trattato e che Cristo ha voluto illustrare. La Parola costituisce la ragione e il modo assunto da Dio per entrare nella storia degli uomini con l’Incarnazione e la Pasqua. È amore di Dio, amore che significa e comporta già nell’Antico Testamento la liberazione dei poveri e la volontà di realizzare un mondo solidale secondo il cuore di Dio.
(Dio è carità – I)

Newsletter 35/2021

7 novembre

Tre sono i segni che ci dicono se viviamo la comunità e la stiamo costruendo oppure no. È molto importante chiedercelo per non camminare a vuoto, per non trovarci con un niente:
a) unità che si esprime sensibilmente, che si vede
b) legame docile e continuo con l’Autorità
c) la preghiera incessante

(E’ la Chiesa che salva – XV – fine)

Newsletter 34/2021

31 ottobre

La salvezza, per noi e tutti gli ambienti… sarà possibile nella misura in cui lo renderemo presente attraverso la comunità cristiana. Non vedremo, forse, i frutti: ma sappiamo che è meglio far poco con la comunità che molto allontanandosi dalla comunità. Vivere la comunità dobbiamo; ogni giorno, costruire la comunità.
Dobbiamo, ogni giorno, lavare la faccia, perché risplenda… ogni giorno faticare, lottare…
Se è la potenza di Dio che salva e salva attraverso la comunità, dobbiamo fare ogni sforzo per costruirla, renderla presente.

(E’ la Chiesa che salva – XIV)

Newsletter 33/2021

24 ottobre

Allora il nostro problema è vivere la comunità cristiana che significa disponibilità, servizio; nasce la responsabilità… la missionarietà.
La Chiesa, infatti, è una realtà di comunione e di missione: se sarà tale Dio l’autenticherà con il suo divino Spirito.

(E’ la Chiesa che salva – XIII)

Newsletter 32/2021

17 ottobre

Essere Chiesa oggi significa essere la precisa manifestazione storica di Cristo, una perfetta traduzione esterna di Cristo (per G.S.: oggi nel mondo studentesco).
Allora, in definitiva, oggi si incontra Cristo nella comunità cristiana. Sperimento Cristo nella comunità cristiana. (se gli atei non si convertono o molti non incontrano Cristo, la causa è spesso nella mancanza di comunità vere, rivelatrici di Cristo).

(E’ la Chiesa che salva – XII)

Newsletter 31/2021

10 ottobre

E attenzione: non solo la Chiesa è il corpo di Cristo, ma contiene e porta realmente Cristo, la salvezza.
E’ una responsabilità enorme per noi! Quindi siamo corpo di Cristo! Comprendiamo allora Paolo: la comunità di Corinto deve essere “vergine pura da presentare a Cristo”. Giovanni XXIII: “la bellezza del volto della Chiesa deve riflettere la bellezza del suo Signore, il Cristo”. Sarà tale solo se davvero sarà la fisionomia esterna dei lineamenti interiori, i più fedeli possibili a Lui.

(E’ la Chiesa che salva – XI)