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March, 2013

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Newsletter 12/2013

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All’inizio della Settimana Santa, pubblichiamo un brano di una meditazione di Don Comelli sulla Passione di Cristo, augurando a tutti una Santa Pasqua.


Domenica 24 marzo 2013

Nel Getsemani c’era anche il mio peccato che pesava nel cuore di Gesù; nel pretorio c’era anche l’abuso che io ho fatto della mia libertà che lo teneva legato; sulla croce c’era anche il mio ateismo che egli espiava. Nel deserto il tentatore gli mostrò tutti i regni della terra, qui gli mostra tutte le generazioni della storia, compresa la nostra, e gli grida: guarda, guarda per chi soffri; guarda che cosa se ne faranno del tuo soffrire. Continueranno a peccare come sempre, non si daranno pensiero, è tutto inutile.
Sì! C’eravamo anche noi alla crocifissione di Gesù. Quanta confusione interiore, vergogna, malessere dovrebbe prenderci! Non è solo, la passione, un avvenimento oggettivo da contemplare ma “patì”, “morì” per noi, per i nostri peccati. E’ stato messo in croce per i nostri peccati. E’ morto per noi! Meditiamolo sul serio. Diversamente la passione rimane qualcosa di estraneo, non ci tocca intimamente: la passione è la nostra redenzione.

Newsletter 11/2013

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Domenica 17 marzo 2013

La certezza dell’amore di Dio, la certezza di essere destinati ad una vita incorruttibile e immortale è di importanza fondamentale. Tutte le notti oscure, tutti i silenzi, tutte le tragedie del mondo non riusciranno ad abbattere questo certezza. La fede dunque è certezza! E questo certezza non nasce dalla ragione, ma dal cuore: dall’essere stato lungamente con Lui. È qualcosa che senti anche se non vedi, che ascolti, anche se non parla… è legato all’intimità… È dalla vita con Lui che nasce una certezza: e allora vengano le notti oscure, le prove… il fascino di Lui, la nostalgia di Lui sarà più forte. È “l’ardere del cuore”.
(Il dramma della fede – XVIII)

Newsletter 10/2013

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Domenica 10 marzo 2013

Se Dio si avvolge in un manto di silenzio e si nasconde dietro le nuvole, con un abbandono audace lo seguirò, sebbene niente veda e niente senta. Nonostante che migliaia di voci mi parlino di illazione, so che dietro il silenzio c’è Lui; lo seguirò ostinatamente, costi quel che costi! È bello dire ciò che Giobbe ripeteva: “Io so che il mio creatore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la mia carne, vedrò il mio Dio. Io lo vedrò, io stesso, e i miei occhi lo contempleranno non da straniero!” (Gb 19,25-27).
(Il dramma della fede – XVII)

Newsletter 09/2013

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Domenica 3 marzo 2013

Ecco qui il mistero finale della fede. Siamo stati strutturati per tendere ad un obiettivo infinito; incontriamo difficoltà a non finire: cuore di aquila con ali di passero! Che fare? Sappiamo che non possiamo volare in alto; e neppure tentiamo di agitare le ali. Soltanto ci abbandoniamo nelle ali del vento, e il vento è Dio. Lui finalmente può prestarci poderose ali di aquila. C’è qualcosa che a Lui è impossibile? Sappiamo di essere un mucchio di rovine e di desolazione, ma se ci abbandoniamo in Dio Lui ci trasformerà in una dimora affascinante.
(Il dramma della fede – XVI)