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November, 2018

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Newsletter 33/2018

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Domenica 4 novembre

II Effetti dei doni dello Spirito Santo:
Nelle nostre azioni possiamo essere guidati da quattro sorgenti di luce diverse:
a) la ragione, che è molto debole e da sola è insufficiente a condurci al nostro fine. Infatti la ragione umana, se non è rischiarata dalla fede, vola rasente terra e non può condurci se non alla nostra rovina. La storia può insegnare molto… la ragione… e la bestialità anti-umane… razzismo, campi di concentramento… guerre!!
b) la fede che indirizzandoci alla prima verità, diventa per noi una guida sicura e non è soggetta ad errore
c) la prudenza soprannaturale, che essendo unita con la fede ci fa scegliere i mezzi soprannaturali più utili per raggiungere il fine soprannaturale
d) i doni dello Spirito Santo, senza ragionamenti, senza alcuna incertezza, ci fanno vedere quanto dobbiamo fare e come dobbiamo agire con una chiarezza pari al grado con cui possediamo i doni stessi.

(I doni dello Spirito – VI)

Newsletter 32/2018

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Domenica 28 ottobre

I doni in un certo senso perfezionano la fede: la fede non rimane più oscura e titubante ma si irrobustisce, si approfondisce e raggiunge conoscenze straordinarie.
I doni comunque non possono essere in noi se manca la carità – la Grazia. E crescono in proporzione della Grazia – carità – (più amore di Dio e del prossimo più presenza di Dio in noi = e più carità più grazia e viceversa: sinonimi). I doni, se manca una generosa carità, sono rari e non raggiungono un alto grado di eccellenza. I peccati veniali, le imperfezioni ecc. diminuiscono la carità fino a farla scomparire. In questo modo i doni rimangono come soffocati e impediti nel loro agire proprio. Atrofizzati. E’ necessario accogliere i doni dello Spirito con obbedienza.

(I doni dello Spirito – V)

Newsletter 31/2018

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Domenica 21 ottobre

Isaia mette una incalzante graduatoria tra i doni dello Spirito Santo. Unisce insieme (Is. 9,2) sapienza e intelligenza perché l’una serve di disposizione all’altra (andate a leggere e meditate il perché…). L’intelligenza infatti penetra le cose divine, per disporre l’anima a gustarle per mezzo della sapienza. Congiunge il consiglio e la fortezza; perché il primo è necessario per dirigere la seconda che senza consiglio diverrebbe temerarietà. Accoppia scienza e pietà perché la scienza senza la pietà sarebbe orgogliosa, arida e secca; mette poi il timore di Dio all’ultimo posto essendo la base e il fondamento di tutti gli altri doni.

(I doni dello Spirito – IV)